Suicidio

Suicidio: Comprensione e Prevenzione


a cura del Dott. Marco Baranello 

 
Abstract.
  Perché si commette suicidio? È possibile creare programmi sociali per prevenirlo? Quali sono i fattori di rischio e come si può realmente agire per riabilitare coloro che hanno pensieri di sucidio, ideazione suicidaria o che hanno tentato o continuano a tentare il suicidio?  In questo articolo, di enorme importanza sociale, il Dott. Baranello, fondatore della teoria emotocognitiva, partendo proprio dai principi di tale nuovo gruppo di conoscenze a acquisizioni in ambito scientifico, ci parlerà di come sia necessario cambiare radicalmente ottica rispetto alle vecchie conoscenze sul funzionamento psicofisiologico dell’organismo umano se si vuole realmente realizzare qualcosa di concreto nella prevenzione del suicidio. Leggi il Resto (Read More) »

Introduzione Diagnosi Disturbo Borderline di Personalità

distrurbo borderline: linee guida per la valutazione diagnostico-differenziale
 

a cura del Dott. Marco Baranello
scienziato italiano, fondatore della psicologia emotocognitiva
 

Il disturbo borderline di personalità (APA, 1994) è una delle più complesse e controverse entità diagnostiche. In alcuni contesti psichiatrici addirittura ancora non viene pienamente riconosciuto come un disturbo a se stante, specifico, tant’è che da più di mezzo secolo la diagnosi di “borderline” è considerata il “cestino dei rifiuti psichiatrico”, ovvero una “etichetta” diagnostica utilizzata esclusivamente quando lo psichiatra non è in grado di attribuirne altre.
Uno degli errori diagnostici più comuni e gravi, in campo psichiatrico, quando ci si trova di fronte ad un “paziente borderline” non riconosciuto come tale è l’attribuzione della diagnosi di “disturbo bipolare II”. Questo potrebbe essere spiegato dal fatto che il modello medico (lo psichiatra è un medico, non uno psicologo) è di tipo diagnosi-cura, pertanto, mentre per il disturbo bipolare la ricerca psichiatria avrebbe trovato dei farmaci, palliativi, per ridurre la sintomatologia, come ad esempio il litio, ciò ancora non è avvenuto per il disturbo borderline che, nella maggior parte dei casi, non risponde alla terapia psicofarmacologica. Questa ipotesi è ovviamente drammatica, poiché alcuni psicofarmaci vanno utilizzati per tutta la vita, non avendo, appunto, effetto curativo, ma solo, nella migliore delle ipotesi, palliativo. Al farmaco, quando strettamente necessario, si dovrebbe associare un intervento psicologico (elargito da uno psicologo) oppure psicoterapeutico anche se, per le nuove teorie emotocognitive applicate in psicologia, l’intervento è preferibilmente psicoeducativo e psicologico, senza psicofarmaci e senza psicoterapia.

Leggi il Resto (Read More) »